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in-fertilità

da | Ott 6, 2021

Articolo apparso sul numero di ottobre 2021 della rivista Gente Sana.

Sei pronta ad accogliere una nuova visione dell’infertilità?
Anziché considerarla come non-fertilità apriti alla possibilità che sia un invito ad entrare (in)nella fertilità, perché di questo si tratta!
Entra in fertilità.
Fai un respiro profondo ed immergiti nel tuo grembo, nuotaci, osservane le onde e i colori, il movimento e il ritmo. Stai navigando tra le acque la cui abilità è quella di generare vita, qualsiasi forma assuma attraverso di te. Tu sei in fertilità.
Non stai negando la realtà, anzi, stai proprio creando la realtà che vuoi.
Presta attenzione alle parole che usi in quanto esse sono generatrici di realtà e informazioni/ordini per il tuo sistema. Lascia emergere affermazioni che potenzino il tuo viaggio e il tuo presente anziché utilizzare luoghi comuni, frasi fatte, modi di dire, parole sottostimate, … che ti programmano a (non)vivere in un determinato modo.

Quando le cose non vanno come si vorrebbe, quando quel bambino sembra non arrivare mai, si ha sempre la possibilità di scegliere: quali pensieri avere in merito, la via da percorrere, quale stato d’animo far prevalere, come usare le emozioni che ne derivano.
La vita non fa dispetti, la vita dispensa opportunità.
Quando la strada verso la maternità/paternità risulta essere più lunga rispetto ai canonici mesi di gravidanza, si ha la possibilità di far pienamente tesoro di tutta la durata del tragitto, di godere del percorso stesso e di rivolgere i passi che si stanno muovendo anche a favore di qualche visita nei luoghi più profondi del proprio essere. A volte l’universo sembra mandare delle situazioni o degli eventi che, ad un primo impatto, risultano vincolanti ma sono meravigliose occasioni (tra l’altro previste da noi stessi!) per trovare quelle risorse che portano sempre più vicini alla propria essenza. Il tuo sentirti fragile di adesso sta nutrendo il tuo sentirti stabile del futuro. Adottando questo sguardo rimani nella gioia e prosegui nella direzione verso la quale vuoi andare, connessa sempre più profondamente a te stessa e, soprattutto, coerente con ciò che realmente vuoi.

Dal momento che tu sai che desideri diventare madre, perché ogni cellula del tuo corpo te lo fa sentire e una voce interiore continua a ripetertelo, quella parte di te che soffre in preda allo sconforto, ai dubbi e che ti trascina in un mulinello di tristezza, angoscia e disperazione … ti sta pregando di fare di te stessa il centro dei tuoi desideri, non il bambino.
Il bambino c’è. E tu?
Quel vuoto che sembra stritolarti le viscere non è quel bebè che non sai se e quando nascerà ma sei tu. Sei tu che sei già nata e crescendo, per sopravvivere alle esperienze della vita, hai iniziato a stipare memorie e a omettere parti di te fino a dimenticarti chi sei veramente. Non sei tu che stai aspettando di avere un bambino ma è quel bambino che sta generosamente aspettando che tu sia pienamente te! No, non tra dieci anni di ricerca o terapia. Il tempo di un respiro profondo dopo l’altro e dello spazio che ti dai.

Un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (nulla in contrario) o di adozione non vieta di prendersi cura, seriamente e autenticamente, del proprio corpo anche a livello energetico e di dare spazio all’anima. Ad oggi, le donne che sono venute da me con questa tematica, la PMA l’hanno interrotta (o mai iniziata) perché non più voluta o necessaria. Ma se anche fosse andata diversamente, la cosa importante da sottolineare è che guardare al fisico non vuol dire solo concentrarsi sul fatto che non stia ospitando un bambino nella modalità e tempistica ritenuta nella norma … con la conseguenza tra l’altro di amplificare la convinzione più o meno conscia che ci sia qualcosa che non funzioni, di rotto e sbagliato.
Prendersi cura del corpo significa anche ascolto, rispetto e fiducia.

Prendersi cura di te, soprattutto in questo tipo di percorso, può voler dire anche dedicarsi al tuo essere figlia oltre che al tuo essere madre. È probabile che, presa per mano la tua bambina interiore, sia proprio lei a guidarti lì dove il tuo corpo custodisce il suo dono per te. Può essere che ti condurrà a scoprire quale fatica sia stata per la tua bisnonna avere così tanti figli da accudire e di come quell’informazione sia stata ben archiviata nel dna così da evitare alle prossime generazioni lo stesso “problema” e quindi meglio sopravvivere. E/o ti sussurrerà come tua madre ad un certo punto della gravidanza abbia avuto paura e il tuo sistema abbia preso nota a modo suo di questa sensazione. E/o ti renderai conto di quale idea tu ti sia fatta da piccola rispetto alla maternità.
Oppure ti stringerà stretta quando ti svelerà che la voce interiore che continuava a ripeterti di fare un bambino era quella di qualcun altro e improvvisamente ricorderai che quello che sei venuta a portare nel mondo non ha la forma di un bambino. Allora insieme sprofonderete in un enorme senso di liberazione.
Ti si riveleranno parti della tua (antica e/o recente) storia e di te stessa che stanno semplicemente chiedendo di essere viste e amate, niente di più e niente di meno. Man mano che cavalcherai queste comprensioni interiori, ti sarà sempre più evidente quanto perfettamente il tuo corpo abbia sempre lavorato esclusivamente per il tuo bene(sopravvivenza). Nell’onorarlo e ringraziarlo, la sua innata intelligenza registrerà il fatto che non sei più in pericolo, che non ti serve più l’utile meccanismo che aveva messo in funzione per te e spontaneamente si aprirà nuovamente alla vita, in ogni sua forma. Quindi sì alle emozioni che provi ma con te alla loro guida affinché, nell’attraversarti, possano esprimere l’alchimia che son venute a mettere in atto.

Riprenditi il tuo potere, senti che non sei vittima bensì creatrice.

Fai pace con l’idea che hai di attesa. Il tuo creare non accade solo nel tuo grembo. Sei molto più del corpo in cui vivi e c’è molto altro oltre la materia che vedi. Soprattutto se ora sei più certa che mai di aver invitato un’anima ad atterrare sulla Terra, ricordati da dove viene e da dove vieni tu perché è proprio in quello spazio, in quel campo, che la creazione avviene e dove tu hai preso accordi con quell’anima che poi prenderà forma nella materia. Quell’anima che solo fisicamente sarà piccola e che porta in sé infinita conoscenza e grandezza. Con il tuo compagno, vi siete dichiarati disposti ad accompagnarla nel mondo, a fare il possibile affinché possa realizzare ciò che è venuta a realizzare. La vostra missione è già iniziata, siete già genitori. Proteggere ogni dettaglio della sua traiettoria prevede anche rispettare i suoi tempi. Vostra figlia sa esattamente che quadro disegneranno i pianeti e le stelle per il suo arrivo e se, affinché questo si compia nella sua perfezione, serve aspettare che Sirio sia esattamente in un punto preciso dell’Universo, allora voi continuate a vivere serenamente la vostra vita pulsanti di gioia e amore sapendo che quella stella si sta muovendo e vostra figlia con lei. Fatti aiutare dalla tua immaginazione che altro non è che un ponte con l’oltre. Inizia con l’immaginare tua figlia tra le tue braccia e fai crescere sempre di più quest’immagine fino a che diventi una vera sensazione. Senti il suo peso sul tuo corpo, senti il suo odore, senti il suo respiro sul tuo petto, senti. Immagina quanta gratitudine proverai in quel momento. Fai crescere la gratitudine che provi, ancora di più finché anch’essa diventi una palpabile sensazione fisica. Ancora di più … sentiti vibrare nel tuo qui e ora con tua figlia tra le braccia e immersa nella gratitudine. Senti, vibra, crea!

Attraverso questa rubrica vogliamo diffondere una nuova visione della Nascita, della Genitorialità e della Vita in generale. Ne esploreremo i potenziali, condivideremo spunti di riflessione, approfondiremo diversi temi e molto altro. Inviateci le vostre domande o i temi di cui vorreste leggere: clarissasemini@sacredseeds.ch

Sacred Seeds

© Clarissa Semini